Corse, circuiti, granfondo, memorial, e poi maglie, bandane, cappellini, T-shirt, e poi libri, cassette, dvd, cd-rom, e poi canzoni, film, foto, e poi quadri, busti, sculture. In fondo lui stesso era, se non un' opera d' arte, un capolavoro, almeno nel suo genere. Tutto ci si poteva aspettare in nome di Marco Pantani, ma questo, forse, no: il Liceo Marco Pantani, specializzato in comunicazione, con due indirizzi, sport e spettacolo.
Cioè: un liceo equiparato a tutti gli altri, tanto che dopo la maturità si può accedere a qualsiasi corso di laurea, durata 5 anni, sede a Busto Arsizio, 30 km dal Duomo di Milano.
L' indirizzo sportivo prevede un' area comune ai licei scientifici (escluso il latino) più un' area obbligatoria (educazione etico-morale allo sport, anatomia, metodologie e tecniche della comunicazione sportiva, elementi di diritto sportivo, elementi di economia, management e organizzazione delle istituzioni sportive, elementi di psicologia e sociologia dello sport, attività motorie, musica) nonché un' altra area opzionale (lingua spagnola, informatica, storia dello sport). Non è tutto: calcio, pallavolo, basket, nuoto, pattinaggio in linea, tchoukball (una sorta di pallamano) e danza hanno la stessa dignità (anche se meno ore) di italiano e matematica.
«Il Liceo della comunicazione Marco Pantani - spiega il preside Mauro Ghisellini, che collabora con la Fondazione Marco Pantani - è un progetto, una realtà e una sfida.
Il progetto è valorizzare lo sport come materia educativa interdisciplinare.
La realtà è permettere ai ragazzi di studiare e allenarsi, senza dover abbandonare gli studi o lo sport.
