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nizialmente con stupore, poi con disappunto e, infine, con reale preoccupazione, la Famiglia Pantani prende atto dell’ennesimo ingiustificabile episodio di associazione tra il nome del proprio compianto congiunto Marco Pantani ed il doping nel mondo del ciclismo, tanto più grave in considerazione del contesto in cui esso si è realizzato, dei personaggi coinvolti e dei temi ivi trattati.
Ieri, infatti, nel contesto della conferenza stampa tenutasi presso la sala stampa di Palazzo Chigi nell’ambito della presentazione della campagna di sensibilizzazione “Niente doping solo sport”, promossa dall’Ufficio per lo Sport della Presidenza del Consiglio in collaborazione con Radio Rai, il Dr. Gianni Letta, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, si è così testualmente espresso nel corso del suo intervento: « …l’esempio di questi personaggi, di questi campioni (Coppi e Bartali), cercando di fare sport, in bicicletta, in maniera assolutamente pura….. …..poi la vicenda di Pantani ha rivelato, assieme a tante altre che si sono moltiplicate nel giro degli anni e nel “giro dei giri”, di Francia e d’Italia, che la realtà era un po’ diversa…».
A prescindere da ogni ulteriore considerazione che il tenore del predetto intervento sollecita, in particolare in riferimento alla singolarissima utilizzazione della figura di Marco Pantani quale spartiacque tra ciclismo epico e non, ci si limiterà in questa sede ad evidenziare come, ancora una volta, in maniera del tutto gratuita ed infondata, e da parte poi di un prestigioso esponente dell’attuale Governo, con il suindicato abbinamento Pantani/Doping si sia consumata l’ennesima offesa alla memoria di Marco.
Sorprende e nel contempo addolora non poco il constatare come anche in questa circostanza, tanto più importante e rilevante in quanto specificatamente dedicata alla lotta al doping nel mondo dello sport (e non solo nel ciclismo), a dimenticare o a non sapere che Marco Pantani, pur controllato centinaia di volte in carriera, non è mai stato trovato positivo ad un controllo antidoping e che la sua sospensione a Madonna di Campiglio non è stata dovuta al doping, bensì ad una, pur contestabile, tutela della salute, sia proprio lo stimato Dr. Letta, personalità di indubbio prestigio e di indiscussa onestà. Ma tant’e’…
Sorprende anche registrare per l’ennesima volta il silenzio delle autorità sportive presenti alla stessa conferenza stampa ed evidentemente propense ad assecondare tale concezione.
La campagna di sensibilizzazione “Niente doping solo sport” si realizzerà anche attraverso la distribuzione di 30.000 borracce trasparenti durante le tappe del Giro d'Italia…
Dottor Letta, e se invece delle borracce si riuscisse finalmente a render trasparente e chiara, anche per il suo tramite, questa semplice verità?
Non sarebbe l’occasione per far partire nel migliore dei modi la lodevolissima iniziativa?
Confidiamo vivamente in una sua risposta.
La Famiglia Pantani
Cesenatico, 12 maggio 2010