di e.v. » 24 set 2010, 17:23
Sì, lo so, avrei dovuto relazionarvi prima, ma detto fra noi... non avevo voglia di scrivere ancora.
La Vuelta è stata bella, ma considerato che sono andato da solo (anche senza fotografo, fatto da me anche quelle) m'è toccato tirare parecchio e quando martedì a mezzogiorno abbiamo finito con Bicisport di ottobre, ero così cotto che l'idea di mettermi al computer un po' mi dava repulsione.
Comunque è stata una gran bella corsa, magari con un lotto partenti non di primissima fascia, ma comunque tirata e spettacolare.
Lo aveva detto benissimo Unzue: la corsa perfetta per un giovane come Nibali che venga a mettersi alla prova. E Vincenzo, ormai ribattezzato El Tiburon anche là, se l'è cavata alla grande. Al di là delle prestazioni, mi ha colpito la sua freddezza nei due o tre momenti chiave, come la crono e la Bola del Mundo.
Mosquera, poveretto, sembrava il Podenzana degli anni d'oro: buono, fortissimo e generoso, ma in un posto non suo. Mica perché io voglia offendere il Pode, ma te ne accorgi quando un corridore arriva a un certo punto per meriti e per fortuna e fa fatica a gestire la tensione e la corsa. Lui comunque ci ha provato e merita applausi.
Al di là della sua rettitudine, che voglio sperare a prova di bomba, non sarebbe stato un grande spot per il ciclismo che la Vuelta finisse in mano a un giovane 35 enne, che in vita sua non ha mai corso il Giro né il Tour. E poi il penultimo giorno ha fatto l'errore di fidarsi troppo delle sue gambe e dei suoi meccanici. Nibali col Campagnolo e la guarnitura Fsa, ha potuto montare il 36x29. Mosquera col Dura Ace aveva soltanto il 38x28. Shimano adesso la compact ce l'ha, ma i meccanici non l'hanno portata. Non che sarebbe cambiato il finale, ma magari se la giocava meglio. Solo il Panta fece il Mortirolo con il 39x22, ma solo perché il cambio era incastrato...
E poi, tornando a Mosquera, se Nibali non avesse bucato nella crono, magari tanta suspence neppure ci sarebbe stata. Visto che bello il cambio ruota?
Lui buca davanti, si ferma a destra e commette il primo errore: ruota davanti, si resta su.
Dalla macchina scende Matteo Cornacchione (meccanico) con la ruota davanti: giusto.
Poi scende Scirea (direttore sportivo) che tira giù la bici di scorta: sbagliato.
Quindi Scirea sfila la borraccia dalla bici che Nibali tiene ancora fra le mani e la fa cadere, nel tentativo di infilarla nella scorta: sbagliato.
Infine Matteo cambia la ruota, Nibali rimonta e parte.
Aaaaaaaargh! Al corso per direttori sportivi ti insegnano così: ruota davanti, si cambia la ruota. Ruota dietro, si cambia la bici. E soprattutto, dalla macchina scende solo il meccanico. Sennò, se lo sportello lo apre anche il diesse, si rischia la figuraccia di Verona 2004, quando il grande Ballero aprì lo sportello per aiutare Bettini che aveva forato e Betto, che si stava fermando accanto alla macchina, urtò contro lo sportello di Franco.
Comunque poi la crono è andata bene e la Vuelta s'è vinta.
Poi che dire? Le pagelle non le faccio, chiunque le volesse farà meglio a scordarsele. Però posso anticipare che la storia di Andy il giovane è un po' più intricata di quanto pensassimo. Che Keuziger ha fatto paura da quanto è andato forte. Che Purito Rodriguez è da tenere d'occhio. E che Bruseghin è un grande.
Riferisco soltanto una battuta, che poi qualcuno magari leggerà anche nel pezzo su Bicisport.
Tappa di Pena Cabarga, Igor Anton, Egoi Martinez e Bruseghin sono per terra. I primi due vanno a casa, Marzio ha un dolore assurdo a schiena e spalla. E' sesto in classifica, lotta per il podio, ma il dolore è così forte che pensa di essersi rotto qualcosa. E che cosa fa?
Guarda il cielo e pensa: Signore, fai che non mi sia rotto la spalla...
E tu gli dici e lo interrompi: per forza, sennò oltre alla Vuelta ci rimetti anche il mondiale...
E lui completa la frase: no, ho pensato Signore fai che non mi sia rotto la spalla, sennò quest'inverno come faccio ad andare a caccia? Dove lo poggio il fucile?
Mi dite come si fa a non amarli i corridori? Ha corso con diciannove punti alle braccia e la schiena (vedrete) ridotta a un cencio e alla fine ci siamo presi una birra a Madrid, con la degna chiusura: non sono andato a casa, perché a volte andare a casa fa più male delle ferite!
Enzo Vicennati