Un dispetto agli invidiosi: cosa ci ha insegnato Pantani?

Attualità, spunti, argomenti, notizie e dicerie

Moderatori: Staff_Pantani.it, e.v., Thomas

Re: Un dispetto agli invidiosi: cosa ci ha insegnato Pantani?

Messaggiodi giorgio_a » 22 ott 2010, 19:53

Solo di fronte alle sue imprese ho avuto il presentimento che non si trattava di staccare gli avversari, lui non faceva i distacchi e basta, lui creava il vuoto e se la distanza è colmabile perchè ha come riferimento l'avversario (per cui si reagisce , si attacca , si fa tattica), il vuoto ti annichilisce le capacità psichiche di reazione, ti arrende, non ha più a che fare con gli avversari ma diventa un fatto introspettivo(è il lasciar emergere la grandezza interiore finchè non diventa richiamo al vuoto). la fine della distanza e l'inizio del vuoto era il punto in cui finiva il fatto agonistico e iniziava il territorio dell' "agonia", dove solo lui si spingeva perchè lì si cammina sospesi su un filo sottilissimo. E se la pedalata non è metafisica ti fermi prima che inizia il filo e se non lo fai precipiti .Chi è disposto a danzare su un filo d'acciaio sospeso fra le torri gemelle, come fece il funambolo Philippe Petit nel 1974? Pantani lo vedo funambolo perchè la sua danza inizia a riempirsi di elettricità nei luoghi limite, dove la vita è un equilibrio al massimo della sua precarietà, un filo sul vuoto .
Faceva vedere da cosa è contornata la vita,il vuoto attorno al filo del funambolo. Questa visione gli levava il peso di dosso rendendolo danzatore in sospensione sul filo della vita . Solo lui ci saliva, gli altri stavano giù. Se non ce l'hai dentro il vuoto mette le vertigini.

"...Fisicamente il Ventoso è orrendo: calvo..il suo clima assoluto(è assai più un'essenza di clima che uno spazio geografico) ne fa un terreno dannato, un luogo di prova per l'eroe, qualcosa come un inferno superiore in cui il ciclista definirà la verità della sua salvezza: vincerà il dragone , sia con l'aiuto di un dio(gaul amico di Febo), sia per puro prometeismo, opponendo a questo dio del male un demone ancora più duro(Bobet, satana della bicicletta)". Roland Barthes
giorgio_a
 
Messaggi: 8
Iscritto il: 23 mar 2009, 22:10

Re: Un dispetto agli invidiosi: cosa ci ha insegnato Pantani?

Messaggiodi Don Chisciotte » 25 ott 2010, 0:24

Carissimo Giorgio, appassionato e dotto come sempre, qualche volta, però, il vuoto e l'abisso che uno si porta dentro ( compreso Pantani) è più profondo di noi ( dice De André).
Verità e giustizia per Marco Pantani: una battaglia di civiltà.

"E' tutto alla conoscenza di tutti" Marco Pantani,1997

Non sono a favore del doping. Sono contro l'antidoping.

CAREFUL WITH THAT AXE, EUGENIO. Pink Floyd


Maria Rita Ferrara
Don Chisciotte
 
Messaggi: 460
Iscritto il: 4 mar 2009, 0:46
Località: Roma

Re: Un dispetto agli invidiosi: cosa ci ha insegnato Pantani?

Messaggiodi e.v. » 14 dic 2010, 18:52

Mi ci ha fatto pensare stamattina Donchisciotte, anzi ci avevo pensato prima leggendo e impaginando un servizio che uscirà su Bs di gennaio, in cui Aldo Sassi racconta Riccò: un pezzo che fa male, perché raccolto da Pier Bergonzi il giorno prima che Sassi morisse.
E leggevo di Riccò, che in salita è il più forte, che ha dei valori notevoli di consumo di ossigeno e che è circondato di gente poco raccomandabile e tante altre cose che non sto ad anticipare, perché dovrete leggerle sul giornale.
Però pensavo che lo stesso Aldo, al momento in cui Pantani venne mandato a casa dal Giro, telefonava ai corridori della Mapei quasi esultando. E allora mi sono detto che il Panta è stato forse anche sfortunato, a capitare in un momento in cui il corridore con l'ematocrito alto veniva visto come il diavolo, mentre oggi, con un po' di consapevolezza in più, anche quello positivo al Cera finisce per passare da povero diavolo.
Io credo che la posizione di Bs, che da sempre ha indicato i corridori come vittime, fosse avanti di decenni e magari proprio per questo non è mai stata recepita dai giustizialisti. Si fosse capito allora che i corridori sono vittime, si sarebbe lavorato per fermare i carnefici e oggi si sarebbe tolto a Riccò e agli altri come lui la possibilità di incontrarli. Invece i carnefici sono ancora tutti lì e i corridori, che non si possono più considerare vittime, in realtà lo sono della loro stupidità e di un sistema che, non punendo i cattivi, li ha di fatto sdoganati.
Perché accanto a Marco non c'è stato un Sassi, disposto a riconoscerne la forza e aiutarlo a uscire dalla sua depressione?
Colpa della signora Ronchi, senza dubbio, che lo ha allontanato dal buono che c'era nel ciclismo, coinvolgendolo in altri giri che non gli hanno certo giovato (non si tratta del senno di poi, lo scrivemmo da subito!).
Colpa della sua famiglia, soprattutto perché si fidò della Ronchi, mettendosi contro tutto il resto del mondo.
Colpa di un certo ambiente, che non capì l'utilità di aiutarlo.
Colpa della fabbrica del fango che, come Saviano ha recentemente insegnato, è sempre funzionale a un obiettivo più grande.
Perché Riccò sì e Marco no? Perché Basso sì e Marco no?
Ma lui anche in questo ha insegnato la dignità del calvario. Certo, alla fine non era più lui, ma non ha mai ammesso ciò che riteneva di non aver commesso.
Ceruti andò a dirgli di ammettere che si era dopato. Se quel controllo lo avessero fatto sei mesi dopo, Ceruti non avrebbe avuto neppure il bisogno di scomodarsi.
Marco ha insegnato che non si piega la testa solo per avere il buffetto dei potenti e sarebbe bene che lo imparassimo tutti. Puoi essere capo o figlio di capo: se non hai ragione, te lo dirò sempre in faccia. Perché lo devo a me stesso, ai miei genitori e a tutto quello che hanno fatto per rendermi quello che sono.
Marco ragionava esattamente così. Glielo dicevamo di mollare, ma sapeva che se avesse ceduto di un'unghia, gli avrebbero mangiato il braccio.
Così lo hanno eliminato, infangandolo, derubandolo, ferendolo. Prima dal ciclismo, poi da tutto il resto. Non lo so se ci saranno mai le prove di questo, di certo c'è un monte di domande che presto saranno fatte a chi finora ha ritenuto di non dover rispondere.
Ma di una cosa sono certo: Marco era molto più pulito e vero degli altri.
Enzo Vicennati
e.v.
Site Admin
 
Messaggi: 178
Iscritto il: 3 mar 2009, 0:23
Località: Roma

Re: Un dispetto agli invidiosi: cosa ci ha insegnato Pantani?

Messaggiodi Don Chisciotte » 14 dic 2010, 20:57

Va beh, con questo post da antologia di Vicennati esco dalle considerazioni malinconiche sulla morte e torno alle considerazioni amare e furenti su ciò che accadde a Campiglio.
Quella mattina, quando la colazione mi andò di traverso al giungere di quella notizia, mentre pregustavo il pomeriggio a seguire il Panta sul Mortirolo ( cioè, alla televisione), senza essere dentro al mondo del ciclismo, senza sapere nulla di retroscena e altro, ho subito pensato che lo avessero fregato. E non per tifo cieco ( come pensa qualche Torquemada) ma in modo assolutamente razionale.
Le domande che fa Vicennati sono giustissime. Aggiungo solo: perché non successe nulla, prima di Campiglio, quando toccò a Chiappucci e a Simoni? Un po' di clamore per Chiappucci ma non si mosse nessuna procura, il Coni non scrisse che l'assunzione di epo era certa e nessuno scrisse che Chiappucci era un campione fasullo. Tanto meno con Simoni:
Perché con Pantani sì ( un numero pazzesco di procure senza che ci fosse una legge sul doping a giusificarlo)?
Io la risposta me la sono data ne Il capro espiatorio. Perché in quel momento ci fu un corto circuito ( il processo a Conconi e ai dirigenti Coni, il doping nel calcio ecc.) per cui il sistema doveva difendersi, appunto immolando il vitello grasso, il più popolare, il più amato.
Su il Venerdì di Repubblica ho letto della dinamica dei cerchi concentrici, per cui non serve un ordine che parta dall'alto, si crea un contesto e ognuno sa quello che deve fare. Chi manipola la provetta ( io credo a questo) e tutto il resto.
Perché Sassi vuole recuperare Riccò e Basso e esulta per Pantani colpito?
Perché molti giornalisti caddero improvvisamente dal pero e dopo aver esaltato fino al giorno prima Pantani si sentirono traditi e cominciarono a scrivere " campione" e fu vera gloria?
Ognuno fece quello che "doveva" fare. Per anni Pantani fu il dopato d'Italia e tutti gli altri ne uscirono pulti.
Poi, certo, Pantani non accettò compromessi, non accettò di fare il figliol prodigo, non ebbe intorno le persone giuste.
Però, c'è del marcio che esce da quel 1999 e speriamo che, davvero, presto, tante domande vengano poste.
Verità e giustizia per Marco Pantani: una battaglia di civiltà.

"E' tutto alla conoscenza di tutti" Marco Pantani,1997

Non sono a favore del doping. Sono contro l'antidoping.

CAREFUL WITH THAT AXE, EUGENIO. Pink Floyd


Maria Rita Ferrara
Don Chisciotte
 
Messaggi: 460
Iscritto il: 4 mar 2009, 0:46
Località: Roma

Re: Un dispetto agli invidiosi: cosa ci ha insegnato Pantani?

Messaggiodi luke65 » 22 dic 2010, 22:10

Un applauso caloroso e sentito a e.v., aggiunger qualcosa significherebbe svilirne il contenuto. Su Sassi e su perchè Riccò si e Marco no hai detto tutto. Diciamo che, come ho scritto nell'altro post, ho l'impressione che in quegli anni non ci fosse quella libertà, quell'autonomia che ha permesso a Sassi di prendersi cura di Riccò e, prima ancora, di Basso. Per quanto riguarda Notre Dame.. che dire, è Natale.
Verità e giustizia per Marco Pantani.
L'opzione antifascista resistenziale è l'unica via maestra. Ovunque.

Luca Bellin
luke65
 
Messaggi: 88
Iscritto il: 15 mar 2010, 10:40

Re: Un dispetto agli invidiosi: cosa ci ha insegnato Pantani?

Messaggiodi e.v. » 22 gen 2011, 9:24

Cena ad Adelaide, Tour Down Under. Abbiamo deciso di fare una tavolata coi giornalisti e i volontari della sala stampa. Sono il solo italiano, mi hanno adottato e dicono per giunta che il mio inglese sia molto buono. Io incasso, partecipo alla conversazione e ascolto più che parlare. Finché a un certo punto si mettono a parlare di quanto Armstrong li abbia presi nel profondo. I suoi numeri. I suoi valori. E poi il cancro. E tutte queste accuse di cui alla gente per la strada non frega niente.
E allora li fermo: «Ogni volta che mi chiamano dall'Italia - gli dico - non mi parlano di altro!».
Loro non fanno una grinza. Qua non frega niente a nessuno. Che vuoi che conti se quando ha additato il cielo per Casartelli aveva l'ematocrito alto? Perché gli altri come l'avevano?
«L'ho appena scritto per Bicisport - rido - non rubatemi le idee!».
Un altro giro di birra. Risate. Arriva il pesce. Ristorante La Trattoria: il padrone, tale Parisi, racconta di aver vinto un mondiale per pizzaioli a New York. Non avete idea di quanti italiani ci siano ad Adelaide. Finché Amanda, che fa la giornalista, ha i suoi 50 anni, è bionda superossigenata e se ne frega dei chili in più, ma ride che ti fa morire, a un certo punto si ferma.
«Ma vogliamo parlare di Pantani?».
Smetto di mangiare: che cosa ti ha fatto Pantani?
«Ero in Francia - dice - e vedo questo omino piccolo, con la testa piccola incassata fra le spalle, che in salita ha le ali. Mi è rimasto dentro Pantani. Qui tutti sanno chi è».
Ricomincio a mangiare, ma prima chiamo Tonina. E' stupita. Da voi saranno le dieci del mattino. La saluto. Le dico che le farà piacere. E le racconto della cosa.
Ora la racconto anche a voi. E poi vi dico di leggere il prossimo Bs, a pagina 214. E' poco. E' solo una lacrima dell'immenso mare cui stiamo lavorando. Avrei voluto più spazio, ma non fa niente. Davide sconfisse Golia con un solo sasso. Così leggete, non è per pubblicità. Marco dobbiamo rimetterlo lassù dove merita.
Enzo Vicennati
e.v.
Site Admin
 
Messaggi: 178
Iscritto il: 3 mar 2009, 0:23
Località: Roma

Re: Un dispetto agli invidiosi: cosa ci ha insegnato Pantani?

Messaggiodi Don Chisciotte » 22 gen 2011, 10:17

Che bello leggere questo tuo post proprio stamattina , dopo una notte un po' da Innominato, di cattivi pensieri pantaniani in cui mi dicevo anche: ma quanto è faticoso, complicato essere tifosa di Pantani! Ma quanto è bellissimo, però.
Bello sapere che c'è un mondo di persone "laiche" che dice che me ne importa, Armstrong mica è solo un dopato, è mille altre cose.
Appunto, perché gli altri come lo avevano? Combattiamo il doping, la cultura del doping ma senza massacrare gli individui che sono magari anche fragili dentro, che possono vedersi danneggiata la salute e pagano sempre loro. Siamo sicuri che la cultura del doping è solo quella del ciclista? e non anche quella diffusa ovunque del miglioramento " a tutti i costi" delle proprie prestazioni?
Che bello leggere che nella lontana Australia c'è qualcuno che guarda alla grandezza del campione, all'intensità dell'uomo, alla sua vita complicatae lo ama per questo.
La leggeremo la pagina 214 di Bicisport di febbraio. la leggeremo, forse ci lamenteremo che sia solo una pagina e che sia proprio la 214 e non la copertina, ma siamo contenti, almeno io lo sono tantissimo, soprattutto che sia "solo una lacrima dell'immenso mare cui stiamo lavorando", contentissima che stiate lavorando.
Tonina, visto che leggi il forum, devi essere forte in questo lavoro per la verità, come lo era tuo figlio sulle salite, perché la strada è lunga, faticosa, forse più complicata di quello che pensiamo, forse richiederà forza e fierezza, intelligenza e laicità, ma lo dobbiamo a Marco, che da anni " ci furibonda la vita" e non gli saremo mai grati abbastanza per questo.
Intanto leggiamo ( quando uscirà) e facciamo leggere la pagina 214 di Bicisport di febbraio.
P.S. Vicenna' che vuol dire " ha i suoi 50 anni"?
:mrgreen: :x
Verità e giustizia per Marco Pantani: una battaglia di civiltà.

"E' tutto alla conoscenza di tutti" Marco Pantani,1997

Non sono a favore del doping. Sono contro l'antidoping.

CAREFUL WITH THAT AXE, EUGENIO. Pink Floyd


Maria Rita Ferrara
Don Chisciotte
 
Messaggi: 460
Iscritto il: 4 mar 2009, 0:46
Località: Roma

Re: Un dispetto agli invidiosi: cosa ci ha insegnato Pantani?

Messaggiodi 53.11 » 22 gen 2011, 21:55

Davvero un bel post Vice :) molto importante, anke se tuttosommato, perdonatemi la presunzione,ma iom lo sentvo ke solo qui in questa italietta piena d giornalai asservitiai vari poteri, c'è stata la mattanza più vegognosa della storia dello sport. come disse il buon Davide De Zan, in un servizio su Italia Uno dopo la morte dio Marco "I frncesi ce lo invidiavano.. avebbero fatto carte false per averlo uno così"... già i francesi, proprio qulli ke al Tour 98 fecero piazza pulita, sarebbe dovuto bastare il modo in cui è stato vinto quel tour da Mrco, per capire, (anke il più idiota l'ha capito) ke a MArco il doping di quegli anni ,aveva tolto molto e regalato proprio nulla.
Grazie, Vice, ricompererò bicisport dopo ...... non ricordo quanto perdonami non sono un affezzionato, lo ammetto, lo acquisto solo quando si parla di Marco, ma del resto de cclismo a me non importa più nulla. mi interessa il mio iclismo, quello ke pratico io e quello di un mio caro amico, passato professionista proprio dal 2004, ke è un ragazzo semplice ed onesto ke fa il avoro ke gli kiedono all'interno dell'acqua e sapone, con molta umiltà e serietà. tutto il resto, dopo Marco.... non conta più niente....
Lorenzo
53.11
 
Messaggi: 39
Iscritto il: 5 mar 2009, 18:38
Località: Pescara

Re: Un dispetto agli invidiosi: cosa ci ha insegnato Pantani?

Messaggiodi luke65 » 22 gen 2011, 22:45

Ciao Enzo, il tuo post è prezioso. Dire bellissimo è poco, ritengo sia davvero prezioso. Non mi sorprende che alla gente non freghi nulla di com'era il sangue di Lance il giorno di Limoges, al Tour: l'immagine di Lance che alza gli indici al cielo e dedica la vittoria a Casartelli rimarrà, comunque vada. Come rimarrà negli occhi di tutti quel maestoso corridore dal nome Marco Pantani, per noi il Capitano: tutto il fango che gli hanno gettato addosso non ha cancellato il suo valore, perchè quegli occhi hanno visto il suo talento, hanno visto imprese impossibili per altri ed hanno capito che erano VERE.
Credo che Marco sarebbe fiero di sapere che, in questo povero mondo, tanta gente sa che le sue imprese, il suo talento, la sua leggenda sono verità e non fandonie, che lui era, anzi E' VERO. I falsi sono altri e stanno perlopiù seduti su poltrone che faticano a mollare.
Io interpreto il tuo post come un ottimo punto da cui ricominciare, da cui rilanciare.
Allora attendo con ansia la pag. 214 del prossimo numero...intanto, complimenti vivissimi per il tuo lavoro, in primis per l'articolo su Rujano.
Salutami l'Australia, terra affascinante ma che, data la paura che provo per il volo, non vedrò mai....
Verità e giustizia per Marco Pantani.
L'opzione antifascista resistenziale è l'unica via maestra. Ovunque.

Luca Bellin
luke65
 
Messaggi: 88
Iscritto il: 15 mar 2010, 10:40

Re: Un dispetto agli invidiosi: cosa ci ha insegnato Pantani?

Messaggiodi luke65 » 22 gen 2011, 22:53

Don Chisciotte ha scritto: Siamo sicuri che la cultura del doping è solo quella del ciclista? e non anche quella diffusa ovunque del miglioramento " a tutti i costi" delle proprie prestazioni?


Bellissima risposta, Donki: il punto è proprio quello. Nella società del silicone, del botulino ma soprattutto dei farmaci che risolvono tutto (ad esempio ansiolitici, che pure io conosco, antidepressivi che conobbi anni fa, antidolorifici e, ultimo ma non ultimo, il benedetto (da molti) Viagra), c'è chi pretende di crocifiggere un atleta (e il più grande l'hanno pure messo in croce) per una percentuale dell'ematocrito che, è ormai noto a tutti, non significa certezza di doping... per non parlare dei vari casi, tra i quali mi fa davvero incazzare il valore di 50 picogrammi contestato a Contador, che se tutto va bene verrà giudicato quando sarà da pensione.... è questo il vero male del ciclismo, questa caccia alle streghe che non ha portato grandi risultati, se non quello di far disamorare tanta gente da questo splendido sport. Forse era proprio lì che si voleva arrivare?

Per Lorenzo 53x11: ciao mitico Lorè!! Un abbraccio caloroso ed un saluto. Ho letto il tuo intervento nel post sulla storia del forum: mille grazie per tutto ciò che hai scritto, ma sei stato davvero sin troppo generoso nei miei confronti... ma la giornata di Verona 2004 rimarrà sempre nel mio cuore.
Verità e giustizia per Marco Pantani.
L'opzione antifascista resistenziale è l'unica via maestra. Ovunque.

Luca Bellin
luke65
 
Messaggi: 88
Iscritto il: 15 mar 2010, 10:40

Re: Un dispetto agli invidiosi: cosa ci ha insegnato Pantani?

Messaggiodi 53.11 » 30 gen 2011, 18:04

Mi sembra il posto adatto...cosa mi ha insegnato Marco?
A me ha insegnato ad andre in bici, perchè come già detto in altri post, ero stato un appassionato di ciclismo non praticante, ma il mio interesseera un po scemato con la "fine" agonistica di Francesco Moser, che tifavo con un certo impegno.
Ma l'amore quello vero, per il ciclismo e per la bicicletta, è risbocciato grazie a MArco, alle sue imprese, ai suoi incidenti, alla sua grandezza. Se sono diventato un fervido praticante è tutto merito di Marco Pantani.
Anke stamattina sono andato a fare il mio allenamento domenicale con i miei amici, ma purtroppo abbiamo preso l'acqua e quindi abbiamo pedalato solo per due ore e siamo rientrati fradici ed infreddoliti, ma fa parte del gioco ed è stato bello uguale.Dopo la doccia, ed in attesa del bicisport di Febbraio, mi è venuto sotto mano il numero di Febbraio 2006.
Ovviamente non potevo sottrarmi alla rilettura del pezzo dedicato a MArco, dove c'è una bella intervista a Roberto Conti ke descrive com'era bello e faticoso allenarsi con MArco, e soprattutto, parla degli allenamenti che facevano in preparazione al Tour in quella splendida estate del 1998....
Ke ve lo dico a fare.... lacrime su lacrime, i singhiozzi ke strozzi in gola per evitare domande dei familiari alle quali non vuoi rispondere, per difendere quel pezzo di intimità, ke c'è tra me e MArco ogni volta ke indosso la mi bandana nera (molto simile a quella che indossava Marco nelle foto che c'è su quel servizio), ogni volta ke inforco la mia bici,...... e oggi quel momento di intimità si è prolungato fino alla lettura di quel vecchio bicisport.
Questa mattina una salita di un paio di km con media del 7 %, uno scatto di beffa tra noi mici, la ruota ke slitta e ripenso a duitama 1994,lo sfottò tra noi.... la condizione pessima ke mi ritrovo dopo quasi un anno di inattvità forzata,poteva permettermi un solo scatto, ma sempre con la foza di volontà imparata da Marco e la voglia di non mollare mai, mi hanno portato a non laciare la ruota del compagno attualmente più in forma e a suscitare la meraviglia degli altri, staccati.....vaglielo a dire ke c'era MArco ke pedalava al mio fianco e mi spingeva e mi incitava a non mollare a rilanciare......vaglielo a dire..... ke la faccia non era bagnata solo dalla pioggia....... alla fine a sfotterli..... usando le parole di MArco......"sei tato fortunato ke quando sono scattato la ruota mi slittava, se no cl cavolo ke mi riprendevi...." siiii ma smettila..... e ki sei PANTANI!!!
Lorenzo
53.11
 
Messaggi: 39
Iscritto il: 5 mar 2009, 18:38
Località: Pescara

Re: Un dispetto agli invidiosi: cosa ci ha insegnato Pantani?

Messaggiodi mazzoblu » 31 gen 2011, 13:48

oggi sul forum sono entrato più da lettore che da scrittore,

molto belli gli ultimi post di questa discussione
son curioso anch'io di leggere BS

Marco Pantani è molto famoso all'estero è una leggenda del ciclismo
più altrove che da noi in italia

il mio breve racconto è un'altra piccola goccia che magari farà piacere anche a mamma Tonina se legge,

quando sono stato in viaggio di nozze a Sharm er Sheik
gli animatori dell'hotel ci prendevano dagli ombrelloni per farci giocare a pallavolo...

non sono proprio un asso
però nemmeno gli altri che giocavano

eravamo un po' misti... inglesi, russi, io l'unico italiano
la lingua parlata era l'inglese (che a livello scolastico qualcosa so parlare)

spiego all'animatore che a pallavolo non sono un gran che...
faccio sport, ma il mio sport è il ciclismo

sapevano che ero italiano
sapevano che sono un ciclista

mi avevano messo un soprannome per quella giornata
il mio soprannome è stato PANTANI

troppo onore troppo troppo troppo ! ho detto io... va bene...

tra l'altro nell'albergo di fianco c'era Camoranesi con sua moglie ed i suoi bambini ....
che abbiamo anche incontrato in una uscita

ma Pantani è più famoso di un giocatore della Juventus che è stato anche in nazionale.





e
Matteo Mazzini
mazzoblu
 
Messaggi: 180
Iscritto il: 2 mar 2009, 19:43
Località: Cesena

Re: Un dispetto agli invidiosi: cosa ci ha insegnato Pantani?

Messaggiodi mazzoblu » 14 feb 2011, 17:47

cosa mi ha insegnato Marco Pantani;


mi ha insegnato a cercare sempre la via della giustizia

mi ha insegnato che se anche il mondo va in una direzione sbagliata
io non vado in quella direzione e me ne infischio delle regole assurde del mondo

mi ha insegnato che se voglio fare qualcosa di buono ed aiutare qualcuno
è molto più bello aiutare in silenzio che farsi belli nel dirlo agli altri
è molto più bello e vale molto di più se lo sai solo tu e lo sa solo Dio

mi ha insegnato che i risultati sono frutto di passione e lavoro

grazie Marco
Matteo Mazzini
mazzoblu
 
Messaggi: 180
Iscritto il: 2 mar 2009, 19:43
Località: Cesena

Re: Un dispetto agli invidiosi: cosa ci ha insegnato Pantani?

Messaggiodi Don Chisciotte » 13 mar 2011, 23:12

Con l’ultimo passo di salita toccava l’estremità dove la terra smette e inizia il cielo. Una cima raggiunta è il bordo di confine tra il finito e l’immenso. Lì arrivava alla massima distanza dal punto di partenza. Non è traguardo una cima, è sbarramento.
Lì sperimentava la vertigine che per lui non era il risucchio del vuoto verso il basso ma affacciarsi sul vuoto dell’insù.
Lì sulla cima percepiva la divinità che si accostava. Lassù si avvolgeva di vento.
Era felice al vento, lo accoglieva in ascolto…. Dentro una raffica, in una valanga, in un tuono, lui riconosceva una voce …
…. Tra le cime….. era lieto di offrire le sue gocce sudate al vento.
Uno che va per monti è un vagabondo…
Andava solo, qualunque altro accanto gli avrebbe sparigliato la solitudine…. Saliva per allontanamento…
Lo persero di vista….

Erri De Luca – E disse – Ed. Feltrinelli
Verità e giustizia per Marco Pantani: una battaglia di civiltà.

"E' tutto alla conoscenza di tutti" Marco Pantani,1997

Non sono a favore del doping. Sono contro l'antidoping.

CAREFUL WITH THAT AXE, EUGENIO. Pink Floyd


Maria Rita Ferrara
Don Chisciotte
 
Messaggi: 460
Iscritto il: 4 mar 2009, 0:46
Località: Roma

Precedente

Torna a Parliamo di ciclismo

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 0 ospiti