Ogni tanto metto a posto l'archivio del computer e oggi ho trovato un post del vecchio forum che avevo salvato perché lo consideravo un ricordo da non perdere.
A febbraio del 2004, dopo aver letto il drammatico articolo di Bicisport che parlava chiaramente di una situazione grave, decidemmo ( finalmente senza nessuno a dirci di stare zitti perché lo danneggiavamo) di scrivere una lettera pubblica a Marco mandandola a tutti i giornali.
La versione definitiva era questa, decidemmo di aspettare il lunedì per dare modo a tutti di dire se erano d'accordo ( visto che era firmata dal forum).
La lettera era scritta da me ma prendendo anche pezzi scritti da altri forumisti che avevano partecipato.
Era una lettar di chi ancora non sapeva tante cose che si sono sapute dopo, ma era la prima volta che il forum si muoveva, rileggerla oggi mi ha molto commosso.
Chi allora c'era sa quanto significava per noi questa cosa di scrivere a marco.
Purtroppo al lunedì lui non ci arrivò:
donchisciotte
Amico
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Data: 12/02/04 20:41
Non ho potuto fare il collage .Ho preferito riscriverla e ho messo un pezzo degli auguri che ha fatto babyilbi il giorno del compleanno di Pantani.
Ovviamente è una lettera con un linguaggio appassionato, credo adatto a un pubblico che può essere distratto o che non conosce le cose, l'altra sera dicevo a Pink i miei dubbi sul fatto che volevo essere anche un po' polemica anche se rispettando i giornali che ci ospiteranno.
Caro Marco,
questa è una lettera indirizzata al mondo più che a te, è una lettera d’amore per te perché il mondo lo sappia.
Tu hai scelto , da giugno, di stare isolato, di appartarti per guarire le tue ferite, la tua splendida, misteriosa fragilità ,noi rispettiamo il tuo silenzio e ci auguriamo che, quando deciderai di mischiarti di nuovo con gli altri, sarà perché hai ritrovato la serenità di un uomo che inizia una vita nuova, che ha lasciato un sentiero interrotto.
Noi siamo una parte dei tuoi tifosi, abbiamo vissuto con te le emozioni più belle che un campione possa far vivere ai suoi appassionati, quando salivi come i camosci e gli stambecchi,levitando leggero con il tuo scatto perpetuo che ispirava poeti e premi Nobel a celebrare il miracolo di un poeta geniale che vince in bicicletta.
Da cinque anni stiamo vivendo con te, invece, il dolore , la rabbia impotente, l’ingiustizia trionfante, il talento massacrato .
Ecco questa lettera, più che a te, che forse non la leggerai, è una testimonianza.
Hanno voluto , avendo tu la vera colpa di essere popolarissimo e rappresentante di uno sport poco potente e poco protetto, inchiodarti al ruolo di capro espiatorio , il meccanismo vittimario è un modo attraverso cui lo sport si difende dallo scandalo doping che lo angustia.
Hanno voluto che tu pagassi per tutti, hanno confuso i disagi dell’individuo e le colpe del sistema, abbiamo assistito impotenti a una lapidazione: e dopo la prima, la seconda, la miliardesima pietra, davvero non avevano capito che eri un ragazzo fragile e sensibile , un pezzo di cristallo rarissimo che si sarebbe frantumato?
Davvero sono tutti innocenti? Davvero la lotta al doping si fa massacrando un singolo atleta?
Noi vogliamo dirti Marco che i tuoi tifosi non hanno creduto a niente,non hanno creduto alla storia del montone nero e del gregge di pecore bianche, non hanno creduto alla storia martellante che ci hanno imposto in questi anni dei dubbi sulle tue imprese: il tuo talento immenso è assolutamente limpido, se il doping non ci fosse tu saresti sempre il più forte, non hanno creduto che fosse giusto il massacro dell'uomo in nome di una pretesa lotta al doping ( sbagliata nei modi e sacralizzata per giustificare il massacro).
Ci hai visti all’ultimo Giro: non c’è stata strada, curva, salita, discesa, via di paese che non fosse piena dell’attesa di te e dell’amore per te.
Con determinazione appassionata abbiamo spalato l’immondizia e abbiamo caro quel campione che tu sei, fragile e prezioso, assolutamente irripetibile.
Lo sai perché Marco? Perché le tue imprese hanno un contenuto di autenticità e di verità assoluto che nessuna lapidazione potrà frantumare.
Sii certo del nostro amore Marco, ti rivolgiamo un augurio di cuore per la tua vita, qualunque essa sia, qualunque decisione tu prenda, ovunque essa ti porti, e... una raccomandazione: non far sì che qualcuno, prenda il sopravvento sui tuoi desideri...
Anche se da tifosi fatichiamo tantissimo a non dirti di riprendere quella bicicletta, momentaneamente riposta nel tuo cuore, l'augurio più grande che possiamo farti in questo momento è quello di ritrovare in te stesso tutte le motivazioni che ti possano servire per continuare ad essere il grande uomo che hai dimostrato di essere fino ad oggi.
Ma c’è un augurio forse più profondo che ti facciamo, che, almeno nel tuo caso, si realizzi un senso di giustizia che è stato calpestato: che tutto sia ricordato e che a tutto venga posto riparo.
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“Menuchim,figlio di Mendel, guarirà. Pari a lui non ce ne saranno molti......Il dolore lo farà saggio,l'amarezza mite e.......forte. I suoi occhi saranno grandi e profondi,le sue orecchie limpide e piene di risonanza.......Le sue labbra quando si apriranno annunceranno il bene. Non temere......"
Joseph Roth - Giobbe.
Grazie di esistere, Marco
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Verità e giustizia per Marco Pantani: una battaglia di civiltà.
"E' tutto alla conoscenza di tutti" Marco Pantani,1997
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